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Benefici del Tai Ji Quan

Negli ultimi 40 anni, in quasi tutti gli ospedali cinesi si è usato il Tai-Ji Quan come terapia e ci sono molte conferme della sua efficacia. Si è rivelato utile per il sistema cardio-circolatorio, soprattutto per la microcircolazione; per riequilibrare il Qi nei meridiani dell'agopuntura perciò per restituire energia all'apparato urogenitale, all'apparato gastroenterico, rieducare ad una corretta respirazione restituendo così ossigenazione a tutti i tessuti; per i tre sistemi nervosi, in particolare per quello neurovegetativo; come aiuto nelle convalescenze; per il sistema osteo-muscolare, articolare ed in molti altri casi ancora.

La teoria della medicina tradizionale cinese distingue tre tipi di energia: Jing (energia fisica), Qi (energia sottile - flusso vitale), Shen (energia dello spirito). Il Tai-Ji Quan serve a caricare e ad armonizzare questi tre aspetti dell'energia, è allo stesso tempo un bel movimento ed un grande riposo. Per questo il Tai Ji Quan si realizza attraverso quattro concetti: attività, quiete, gioiosità e vitalità-longevità.


Effetti del TaiJi su sistema nervoso

Dagli sviluppi più recenti della neuro fisiologia ed in particolare attraverso lo studio del sistema nervoso centrale, è sempre più chiara l'importanza del ruolo che quest'ultimo gioca nell'economia dell'organismo umano.

Sappiamo che il sistema nervoso, in particolare il cervello, rappresenta il centro che governa e regola in senso funzionale ed organico tutti gli altri distretti del corpo; attraverso la complessa funzione integrata del sistema nervoso (riflessi condizionati e non), l'uomo può adattarsi all'ambiente riadeguando le attività di tutti i propri sistemi ed organi.

Pertanto qualsiasi esercizio fisico che migliori la complessa funzione del sistema nervoso centrale è salutare per l'intero organismo, questa è in sintesi l'azione esercitata da TaiJiQuan. Nell'esecuzione del TaiJiQuan si richiede che il praticante sia rilassato, pienamente concentrato e capace di dirigere la sua completa attenzione su qualsiasi parte del proprio corpo, la qual cosa è già di per sé un'ottima disciplina per la mente. Inoltre il movimento degli occhi, delle braccia, del busto e delle gambe devono essere armoniosi, privo di dissonanze o interruzioni improvvise.

A causa della complessità di alcuni movimenti, è necessario possedere un appropriato controllo del corpo ed un adeguato senso dell'equilibrio, requisiti che si possono ottenere soltanto attraverso una intensa attività cerebrale, ciò attiva di conseguenza in misura elevata i meccanismi ed i processi fisiologici del sistema nervoso centrale e di tutti gli altri sistemi ed apparati dell'organismo.

La sperimentazione ha dimostrato che lo stato d'animo in cui si deve predisporre il praticante, persino prima di cominciare l'esercizio, può già di per se influenzare la chimica del sangue, il processo dinamico della circolazione, gli scambi respiratori.

Uno spirito sereno nel corso dell'esercizio riveste maggiore importanza per i pazienti affetti da malattie croniche, poiché non solo riattiva sotto ogni aspetto i meccanismi fisiologici, ma contribuisce ad eliminare gli stati d'animo negativo spesso abbinati a queste malattie.


Effetti sugli apparati cardiovascolare e respiratorio

Gli effetti della "boxe con le ombre" sul sistema cardiovascolare sono strettamente legati alla sua azione sul sistema nervoso.

I movimenti attivano i muscoli e le articolazioni, danno origine ad una respirazione ritmica che coinvolge soprattutto il diaframma, stimola la circolazione del sangue e della linfa e riduce la stasi sanguigna.

Com'è noto, contrarre e rilassare sistematicamente tutti i muscoli scheletrici promuove la circolazione venosa assicurando il ritorno del sangue venoso e quindi una pressione adeguata nell'atrio destro.

Anche la respirazione regolare favorisce la circolazione dal momento che, all'aumentare del volume toracico durante l'inspirazione, aumenta parallelamente la pressione interna negativa che a sua volta riduce la pressione nelle vene cave superiore ed inferiore, accellerando il ritorno del sangue venoso al cuore.

Con il rilassamento graduale del torace, i movimenti del TaiJiQuan risultano armoniosi e ben coordinati con il ritmmo respiratorio, la respirazione stessa, resa più agevole e naturale, è in grado di esplicare pienamente le sue funzioni e risultato è il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica.

Accade frequentemente che quando i muscoli del torace, delle spalle e dei gomiti di un atleta sono sottoposti a sforzo, la sua ventilazione viene visibilmente ostacolata dalla costrizione toracica, il ce provoca una relativa ostruzione nella circolazione sanguigna, un aumento dell'afflusso di sangue al viso e conseguente pulsazione delle vene del collo.

Nel TaiJiQuan non si manifestano mai simili sintomi, molti movimenti richiedono una specie di "controllo addominale", che è un tipo peculiare di respirazione diaframmatica ottima per la salute.

I movimenti regolari del diaframma e dei muscoli mantengono una fluttuazione costante della pressione addominale: quando essa aumenta, si ha una compressione delle pareti venose ed il sangue viene spinto con maggior vigore nell'atrio destro; per contro, quando la pressione si riduce, il sangue refluisce verso l'addome.

In questo modo, la respirazione ritmica dell'esercizio migliora la circolazione sanguigna nel suo complesso ed il nutrimento del muscolo cardiaco in particolare.

In aggiunta, i movimenti del diaframma producono un massaggio costante del fegato, che contribuisce a risolvere il "sangue stagnante ne fegato" e migliora la funzionalità epatica. Per tali motivi la pratica regolare del TaiJi costituisce una valida misura terapeutica contro molti tipi di cardiopatie e contro l'arteriosclerosi.

Uno dei Test dell'indagine sperimentale condotto dal Centro Ricerche in Medicina dello Sport di Pechino su due gruppi di anziani, consisteva nel far salire e scendere da una panca alta 40 cm per 15 volte i due gruppi di soggetti; il primo gruppo, composto da coloro che praticavano il TaiJi, ha evidenziato una funzione cardiovascolare decisamente migliore. I componenti del gruppo (eccetto uno) hanno mostrato a completamento del test, valori della pressione e della frequenza cardiaca nei limiti di una normale risposta fisiologica. I reperti elettrocardiografici hanno confermato i risultati dei test: sempre nel primo gruppo, solo il 28% dei casi mostrava valori anormali, mentre nel secondo gruppo la percentuale saliva al 41,3%.

Dalle statistiche effettuate si rileva che la pratica regolare del TaiJi determina un incremento dell'apporto di sangue alle coronarie, un aumento della contrattilità miocardica ed un miglioramento dei processi emodinamici; inoltre esso promuove la funzione regolatrice del sistema nervoso centrale, migliora la coordinazione tra i vari organi del corpo umano, determina un aumento del tono vagale, assicura un adeguato apporto di sangue e di ossigeno ai tessuti e facilita il metabolismo delle varie sostanze.

A conferma di ciò, è stato riscontrato un numero inferiore di casi di ipertensione e di arteriosclerosi ne primo gruppo, dove la media della pressione sanguigna era di 134.1/80.8 mmHg, in confronto ad una media di 154.5/82.7 mmHg dell'altro gruppo; l'incidenza di arteriosclerosi era del 39.5 nel primo gruppo, contro una media generale del 46.4 nella fascia di età considerata.

I vari test di valutazione della funzionalità polmonare hanno dimostrato che gli esercizi constanti del TaiJiQuan determinano un aumento dell'elasticità del polmone e della capacità toracica, che ritarda il processo d'ossificazione delle cartilagini costali, un aumento della capacità ventilatoria polmonare ed un incremento degli scambi metabolici di ossigeno e di anidride carbonica.

La capacità respiratoria del primo gruppo è risultata molto più ampia che nel secondo gruppo, il che indica chiaramente una maggiore validità dei muscoli respiratori e del diaframma, una maggiore elasticità polmonare, un ridotto grado d'ossidificazione delle cartilagini costali e quindi un minore impedimento all'attività toracica.

La respirazione lenta e profonda e l'impegno dei muscoli addominali durante la pratica del TaiJi non solo aumenta la ventilazione polmonare, ma attraverso le variazioni ritmiche della pressione endoaddominale, accellerano il flusso sanguigno e gli scambi gassosi all'interno degli alveoli polmonari, quindi intervengono attivamente nel preservare la vitalità dei pazienti.

Questo spiega perché i componenti del primo gruppo erano in grado di controllare il respiro con maggiore facilità e poterono riprendersi più rapidamente al termine dei test.